Le acque erodono le superfici delle zone montuose e trasportano i frammenti. Il trasporto di un fiume può essere per sospensione, per rotolamento, per saltazione, o per galleggiamento a seconda della dimensione dei detriti, e, se sono solubili, in soluzione. Man mano che diminuiscono la pendenza e la velocità del corso d'acqua si depositano nel letto del fiume i detriti più pesanti (sassi, ciottoli), mentre quelli più leggeri vengono trasportati lentamente verso i mari o i laghi.
Le forme tipiche del paesaggio fluviale sono:
- le valli a "V", scavate dal fiume nel tratto di montagna;
- le gole, o forre, o canyon, risultato di fenomeni erosivi che si verificano quando un fiume o un torrente incide il proprio letto in rocce coerenti e molto resistenti, generando valli strette, con pareti molto ripide, talora a strapiombo;
- le cascate, che si formano lungo i corsi dei fiumi perché, in un tratto del loro corso, la parte del terreno su cui scorrono è meno resistente all'erosione rispetto alla parte sovrastante; con l'andare del tempo si forma un dislivello tra le due parti e viene così generata una cascata che può crescere in altezza lentamente. Si tratta, tuttavia, di una formazione temporanea, perché la base della roccia è continuamente erosa dai detriti trasportati, e, col tempo, il soffitto crolla, facendola arretrare;
- i conoidi di deiezione, che derivano dall'accumulo di sedimenti fluviali. Strutture di questo tipo si formano quando un fiume proveniente da una valle a forte pendenza si immette in un bacino più ampio; la diminuzione della velocità della corrente causa una diminuzione della sua energia, il conseguente abbandono dei detriti trasportati e la loro deposizione su una area che assume forma di ventaglio, con il vertice a monte;
- le pianure alluvionali, che sono costituite da materiale trasportato da fiumi e deposto nella piana durante le alluvioni, durante le quali il corso d'acqua esonda, cioè, tracima dagli argini.
|