I ghiacciai hanno agito per lungo tempo sulla superficie terrestre modellandone il paesaggio: durante la loro discesa scavano valli con sezione a U, con pareti ripide, levigate e solcate da striature causate dai detriti presenti nella massa ghiacciata che sfregano contro la roccia e hanno fondo arrotondato. Essi agiscono attraverso:
- l'erosione, che è dovuta
- alla gelivazione (o crioclastismo): l'acqua liquida che si forma alla base del ghiacciaio penetra nelle fessure delle rocce e, successivamente, ricongela; l'aumento del volume del ghiaccio determina la frantumazione della roccia,
- e all'abrasione meccanica, operata dai detriti trasportati dal ghiacciaio nel suo scorrimento;
- e il deposito ai lati e sul fronte della lingua glaciale, dove si accumulano i detriti di diverse dimensioni; questi cumuli sono chiamati morene.
In seguito al ritiro del ghiacciaio, nella depressione formata dall'azione erosiva del ghiaccio, si sono formati i laghi glaciali, tipici dell'Italia settentrionale. La loro parte meridionale è contornata da anfiteatri morenici.
Le valli glaciali che si trovano a ridosso della linea di costa, in seguito all'arretramento del ghiacciaio e all'innalzamento del livello del mare, sono invase dalle acque marine. Queste rientranze, lunghe chilometri, profonde anche più di mille metri e dalle pareti scoscese, sono dette fiordi, e sono molto diffuse sulle coste delle alte latitudini.
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