I D R O S F E R A
lavoro a più mani realizzato con le prof.sse Milena Rizzo e Mariarosa Cellati
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mappa ghiacciai

ghiacciai continentali ghiacciai marini ghiacciai montani struttura dei ghiacciai modellamento dei ghiacciai
  • I ghiacciai sono i maggiori serbatoi di acqua dolce e coprono circa il 10% delle terre emerse. La loro estensione, tuttavia, varia nel tempo: aumenta quando si verifica una diminuzione della temperatura globale dell'atmosfera, diminuisce quando la temperatura aumenta.
  • Si sono formati in seguito all'accumulo e alla compattazione di spessi strati di neve alle alte latitudini (ghiacciai continentali) e alle alte altitudini (ghiacciai montani).
  • Si trovano sopra il limite delle nevi perenni, cioè la quota minima in cui è presente il ghiacciaio anche nel periodo estivo, che dipende dalla temperatura e dalle precipitazioni nevose.
Il limite delle nevi perenni varia con la latitudine:
  • all'Equatore si trova a 4500m (M. Kenya 4000m, Kilimangiaro 4600m),
  • alle medie latitudini si trova a 2500m (Alpi, Giappone settentrionale),
  • ai Poli il limite si trova al livello del mare.
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  • I ghiacciai continentali, o inlandsis, si trovano alle alte latitudini in corrispondenza dei Circoli polari: sono vaste distese di ghiaccio, spesse alcuni chilometri, che ricoprono gran parte della Groenlandia e dell'Antartide.
  • Alla loro base, a contatto con le rocce, i ghiacci hanno una temperatura più alta rispetto alla superficie, tanto che il ghiaccio può fondere, e l'acqua liquida, facendo da lubrificante, favorisce lo scorrimento del ghiacciaio verso la banchisa o verso il mare.
  • Dai continenti si staccano enormi blocchi di ghiaccio: gli iceberg. Poiché il ghiaccio ha una densità minore di quella dell'acqua, gli iceberg galleggiano e vengono spinti dalle correnti verso il mare aperto e possono raggiungere anche latitudini basse prima di sciogliersi, costituendo un pericolo per la navigazione.
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È detta banchisa una distesa di ghiaccio che deriva dal congelamento dell'acqua del mare.
  • Può formarsi soltanto nelle regioni polari, perché la temperatura di congelamento dell'acqua marina è di -2°C;
  • quella più estesa è quella artica, dato che il Polo sud è occupato dall'Antartide;
  • la sua superficie è variabile, e dipende dalla stagione;
  • a differenza dei ghiacciai continentali, essa ha uno spessore modesto, che si aggira intorno ai 2-3 metri;
  • non è uniforme, ma presenta fratturazioni dovute alle correnti e alle fluttuazioni della temperatura;
  • i suoi margini sono frammentati, e costituiscono il pack, altrettanto pericoloso per la navigazione degli iceberg, perché le navi possono esserne imprigionate;
  • a seguito del congelamento dell'acqua in superficie, la salinità del mare aumenta, e quindi anche la sua densità, per questo motivo le acque dalla superficie discendono nelle profondità, favorendo il rimescolamento delle acque oceaniche.
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I ghiacciai montani si trovano ad altitudini relativamente elevate che variano in base alla loro latitudine.

In un ghiacciaio possiamo osservare:
a) la zona di alimentazione, o bacino collettore
luogo dove la raccolta delle precipitazioni nevose nel periodo invernale è maggiore della perdita della neve che si verifica durante il periodo estivo; le temperature sono sempre molto basse e si hanno abbondanti precipitazioni nevose nella maggior parte dell'anno.

La trasformazione della neve in ghiaccio dipende dalla compattazione dei fiocchi e dall'espulsione dell'aria presente, causate:
  • dalla pressione esercitata dagli strati nevosi accumulati,
  • e dall'acqua liquida che si forma per fusione all'interno del nevaio a causa della pressione, o sulla superficie nevosa per l'insolazione, e che si infiltra negli spazi occupati dall'aria; ben presto l'acqua liquida ricongela cementando tra loro i fiocchi di neve.
In questa zona si osservano numerosi nevai che costituiscono depositi di ghiaccio ricoperti da neve fresca. Quando si è formato, il ghiaccio viene spinto per effetto del proprio peso verso il basso, incanalandosi nella la zona di ablazione.
b) la zona di ablazione
è la zona in cui il ghiacciaio perde parte della sua massa, per fusione e per sublimazione.
  • Qui si osservano lingue di ghiaccio che scendono a valle, con velocità medie di alcuni decimetri al giorno (in alcuni casi anche diversi metri al giorno), spinte dal proprio peso, e facilitate nel loro movimento dal velo di acqua liquida che si trova alla base, a contatto col terreno.
  • La velocità di scorrimento è maggiore nella parte centrale e minore ai bordi, perché lateralmente è maggiore l'attrito.
  • Spesso sulla lingua glaciale si possono osservare i crepacci, profonde spaccature formatesi a causa del fondo irregolare su cui scorre il ghiacciaio.
  • La parte terminale della lingua glaciale è il fronte del ghiacciaio.

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I ghiacciai hanno agito per lungo tempo sulla superficie terrestre modellandone il paesaggio: durante la loro discesa scavano valli con sezione a U, con pareti ripide, levigate e solcate da striature causate dai detriti presenti nella massa ghiacciata che sfregano contro la roccia e hanno fondo arrotondato. Essi agiscono attraverso:
  • l'erosione, che è dovuta
    • alla gelivazione (o crioclastismo): l'acqua liquida che si forma alla base del ghiacciaio penetra nelle fessure delle rocce e, successivamente, ricongela; l'aumento del volume del ghiaccio determina la frantumazione della roccia,
    • e all'abrasione meccanica, operata dai detriti trasportati dal ghiacciaio nel suo scorrimento;
  • e il deposito ai lati e sul fronte della lingua glaciale, dove si accumulano i detriti di diverse dimensioni; questi cumuli sono chiamati morene.
In seguito al ritiro del ghiacciaio, nella depressione formata dall'azione erosiva del ghiaccio, si sono formati i laghi glaciali, tipici dell'Italia settentrionale. La loro parte meridionale è contornata da anfiteatri morenici.


Le valli glaciali che si trovano a ridosso della linea di costa, in seguito all'arretramento del ghiacciaio e all'innalzamento del livello del mare, sono invase dalle acque marine. Queste rientranze, lunghe chilometri, profonde anche più di mille metri e dalle pareti scoscese, sono dette fiordi, e sono molto diffuse sulle coste delle alte latitudini.
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piccolo glossario
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  • altitudine = altezza di un punto della superficie terrestre rispetto al livello del mare.
  • latitudine = distanza angolare di un punto della superficie terrestre dall'Equatore. I valori di latitudine variano da 0° sull'Equatore a 90° sui Poli, e possono essere Nord e Sud.
  • longitudine = distanza angolare di un punto della superficie terrestre dal Meridiano di Greenwich. I valori di longitudine variano da 0° sul Meridiano Fondamentale a 180° sull'Antimeridiano di Greenwich, e possono essere Est e Ovest.
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