ere geologiche
appunti della lezione in 1X 06/07
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La Storia della Terra è una lunga storia iniziata 4,6 miliardi di anni fa con un globo infuocato che incomincia a raffreddarsi. Per raccontarla, come per la storia dell'uomo, la si suole suddividere in intervalli temporali, le ere geologiche. Il passaggio da un'era all'altra è contraddistinto da un evento importante per i geologi.
Poiché la ricostruzione del susseguirsi degli eventi è basata essenzialmente sui fossili il nome delle ere richiama gli organismi che hanno popolato la Terra.
Ci sono pochissime tracce dei primi organismi: la maggior parte delle rocce più antiche ha subito notevoli metamorfosi e, inoltre, le prime forme di vita sono prive di scheletro, e quindi c'è una bassissima probabilità di fossilizzazione. Gli scarsi indizi permettono di raccontare una storia sommaria di tutta la prima lunghissima Era archeozoica.
Con la comparsa degli animali con guscio, e poi di quelli con endoscheletro, le tracce del passato diventano sempre più numerose, e le pagine della storia sempre più fitte.
L'immagine seguente riporta la durata proporzionale delle ere geologiche.
linea Le ere geologiche sono:
Era archeozoica o Era precambriana
(=degli animali antichissimi); è questa l'era che va dalla formazione della terra alla comparsa dei primi organismi con esoscheletro, 544 milioni di anni fa;
Era paleozoica o Era primaria
(=degli animali antichi) in quest'era compaiono i primi vertebrati, e termina 230 milioni di anni fa;
Era mesozoica o Era secondaria
(=degli animali di mezzo), è l'era del dominio dei grandi rettili, e termina 65 milioni di anni fa;
Era cenozoica o Era terziaria
(=degli animali recenti), è l'era del dominio dei mammiferi;
Era neozoica o Era quaternaria
(=degli animali nuovi); comprende la storia degli ultimi due milioni di anni ed è caratterizzata dalla presenza del genere Homo, anche se non tutti concordano con l'introdurre questa ulteriore suddivisione.
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era archeozoica
La crosta terrestre inizia il suo raffreddamento e la composizione dell'atmosfera è ben diversa dalla composizione attuale. Essa comprende l'anidride carbonica (CO2), l'anidride solforosa (SO2), l'ammoniaca (NH3), l'acido solfidrico (H2S), il metano (CH4), e soprattutto, il vapore acqueo (H2O). Un'atmosfera irrespirabile per noi. Tuttavia è probabile che proprio in queste condizioni si siano formate le prime forme di vita.
Con l'abbassamento della temperatura, il vapore acqueo può condensarsi, ed ha inizio un rapido ciclo dell'acqua, che porterà da una parte alla formazione dei mari primordiali, e dall'altra alla presenza di frequenti scariche elettriche per i continui temporali, una preziosa fonte di energia.
paesaggio
Un'altra fonte di energia è data dai raggi ultravioletti, radiazioni ad alta energia provenienti dal sole, che giungono sulla terra indisturbati, infatti a questo momento non c'è ancora lo strato di ozono stratosferico, il gas capace di proteggere la vita attuale dai raggi UV.
Secondo l'ipotesi più accreditata, le molecole biologiche si sono formate sulla terra in modo spontaneo in queste condizioni, e hanno arricchito le pozze d'acqua di molecole organiche: la zuppa primordiale.
Sull'argilla è probabile che si sia verificata un'aggregazione di molecole semplici. Il dibattito sull'origine della vita è acceso... Ma tutti gli scienziati concordano sul fatto che le prime forme di vita sono state degli organismi unicellulari procarioti eterotrofi, che si nutrivano delle molecole presenti nella zuppa.
schema della cellula procariotaimmagine di un cellula procariota
La tappa evolutiva successiva è rappresentata dalla comparsa di organismi autotrofi. E questa è una tappa cruciale, un evento rivoluzionario. Organismi capaci di effettuare la fotosintesi hanno iniziato a immettere nell'atmosfera l'ossigeno. Un veleno per molti organismi a quei tempi, e che quindi ha determinato una forte selezione, ma che ha aperto la strada alle catene alimentari, all'interdipendenza fra autotrofi ed eterotrofi.
Si fa risalire a 1,5 miliardi di anni fa la comparsa delle prime cellule eucariote, probabilmente evolutesi come associazione di comodo fra varie cellule procariote.
schema della cellula eucariotaimmagine di una cellula eucariota
E mentre l'atmosfera si va arricchendo di ossigeno, inizia a formarsi lo strato di ozono.
Bisognerà attendere ancora 800 milioni di anni per vedere la comparsa dei primi pluricellulari, poriferi, celenterati e molluschi.
Con la comparsa delle prime forme con conchiglia si chiude quest'era geologica.
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era paleozoica
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era mesozoica
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era cenozoica
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glossario

Gli organismi autotrofi sono capaci di produrre sostanze organiche a partire da molecole inorganiche semplici, come acqua (H2O) e anidride carbonica (CO2) attraverso la fotosintesi clorofilliana (vedi).

Gli organismi eterotrofi sono incapaci di sopravvivere con sostanze inorganiche e devono nutrirsi di sostanze organiche preformate.

Le cellule eucariote (ευ - eu:bene e χαριον - kàryon:nucleo) sono cellule al cui interno sono presenti degli organelli cellulari (fra cui il nucleo) specializzati per svolgere funzioni specifiche.

La fotosintesi clorofilliana è un processo che comporta numerose tappe: la clorofilla può catturare la luce del sole passando ad uno stato energetico più eccitato; questa energia servirà in parte per rompere la molecola dell'acqua: l'idrogeno così ottenuto, insieme all'anidride carbonica (CO2) servirà a produrre gli zuccheri (principalmente glucosio), mentre l'ossigeno (O2) viene eliminato nell'atmosfera come prodotto di scarto. La reazione complessiva per produrre una molecola di glucosio è la seguente: fotosintesi clorofilliana (sei molecole di anidride carbonica si combinano con sei molecole di acqua per dare una molecola di glucosio e sei molecole di ossigeno.)

L'ozono (O3) è un gas prodotto nella stratosfera con l'energia fornita dai raggi ultravioletti a partire dall'ossigeno secondo la reazione produzione di ozono. L'ozono, a sua volta, è in grado di assorbire i raggi ultravioletti, proteggendo dalle radiazioni gli esseri viventi.

Gli organismi pluricellulari sono esseri costituiti numerosissime cellule, organizzate in tessuti, organi e apparati per assolvere alle funzioni vitali dell'intero organismo.

Gli organismi procarioti (προ - pro:prima e χαριον - kàryon:nucleo) sono organismi unicellulari molto primitivi. Il materiale cellulare non è compartimentato, ma sparso nel citoplasma (non è presente un nucleo ben definito). Le cellule procariote sono più piccine delle cellule eucariote, ma, sebbene primitive, non sono per nulla semplici.

Gli organismi unicellulari sono esseri costituiti da un'unica cellula, capace di assolvere a tutte le funzioni vitali.
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