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Le leggi sul doping

di Lorena Grassi - Miriam Porcelli - Marco Rizzitelli

Italia, Francia, Canada

Proposta di legge sul doping

  

giustizia La Costituzione italiana tutela il diritto alla salute di tutti i cittadini, ma nella leglislazione in vigore non esiste ancora una legge che vieti espressamente l’assunzione di sostanze dopanti; per colmare questo vuoto il Governo ha presentato un Disegno di Legge (n. 6276) che regolamenta la materia e prevede pene severe (questo Disegno è stato approvato a luglio dal Senato, poi è passato all'approvazione della Commissione affari sociali della Camera, dove ancora giace. Per diventare legge deve passare anche al voto della Camera e ritornare al Senato per l'approvazione definitiva).

    Nell'articolo 8 del Disegno di Legge vengono identificati i responsabili: il medico che prescrive i farmaci e il farmacista che li fornisce. Le pene per costoro sono carcerarie, e possono variare da tre mesi a tre anni, oppure possono consistere in una multa che va da 5 a 100 milioni. L'atleta, invece, è considerato vittima, anche se consenziente. Nel caso si rifiuti di sottoporsi a controlli, però, viene punito con sanzioni pecuniarie.

    runnerAd un atleta è consentito l’uso di certe sostanze solo in presenza di condizioni patologiche, accertate e certificate dal medico sulla base di adeguate analisi cliniche che rispettino le condizioni del paziente. I trattamenti prescritti, e successivamente attuati con le modalità ed i dosaggi indicati, dovranno essere tenuti a disposizione delle farmacopee ufficiali e delle autorità competenti nel caso in cui venissero effettuati controlli. L’atleta, finché dura l’effetto della malattia e dell’eventuale farmaco, non può partecipare a competizioni sportive.

    Letica sportiva richiede che tutti gli atleti debbano gareggiare a parità di condizioni rispettando un regolamento liberamente accettato. Ogni Federazione sportiva sarà tenuta ad adeguare il proprio regolamento alle disposizioni della legge.

TN00411A.gif (2245 bytes)   E’ possibile che una sostanza vietata da una Federazione sia ritenuta utile dal medico per curare l’atleta ammalato, così come è possibile che sostanze e/o pratiche non considerate doping e quindi ammesse dai Comitati di controllo delle varie Federazioni, vengano giudicate inutili o parzialmete dannose dal medico curante.

    Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), le Federazioni, le associazioni sportive pubbliche e private, e le società ad esse affiliate sono tenute ad inserire nei propri regolamenti l’obbligo per gli atleti di non assumere sostanze con l’intento di migliorare le prestazioni agonistiche o di modificarne le condizioni biologiche dell’organismo.

    Le norme vigenti stabiliscono che un atleta è tenuto a conoscere le sostanze il cui uso gli èPE01803A.gif (1307 bytes) proibito dalla Federazione alla quale è affiliato, perché l’ignoranza non è consentita e la buona fede non è necessariamente considerata attenuante.

    Il Disegno di Legge presenta molti aspetti simili alla legislazione del CONI, perché è stato elaborato ispirandosi ad essa, nel regolamento del CONI, però, l’atleta dopato viene punito con la sospensione dall’attività sportiva, che può variare da 1 a 6 mesi, ma può essere ridotta se l’atleta comunica alle autorità competenti il nome del medico che gli ha prescritto i farmaci e quello del farmacista che glieli ha procurati (art.12, comma 1-2).

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La Tour Eiffel Francia
 

    A differenza dell’Italia, in Francia esiste una legge che prevede delle pene per chi commette infrazioni di doping. Agli atleti che partecipano alle competizioni sportive è vietato l’uso di PE00090A.gif (1485 bytes)sostanze o di procedure per migliorare le prestazioni fisiche, e la lista delle sostanze proibite è uguale per tutte le federazioni e le associazioni.

    È vietato ai medici di prescrivere, di cedere, di offrire, di somministrare, di applicare, di incitare o di facilitare l’uso di una o più sostanze o procedure considerate illecite salvo delle condizioni fisiche particolari.

    sci2.gif (2095 bytes)Un atleta, per poter entrare a far parte di una Federazione o di una società sportiva, deve fare una visita completa e farsi rilasciare dal medico un certificato che accerti la sua salute fisica e mentale. Così se un medico, effettuando dei controlli sull’atleta, riscontra dei segni che indicano una pratica di doping, è tenuto a revocare il certificato precedentemente rilasciatogli mettendo poi al corrente il paziente dei rischi che corre ed informando quindi la società di cui lo sportivo fa parte. Nell’eventualità in cui il medico non sia a conoscenza dell’obbligo di informare la società dello sportivo, per lui sono previste alcune sanzioni, perché, come in Italia, l’ignoranza non è consentita.

Le pene per chi commette infrazioni di doping possono essere scontate in carcere (per un periodo di tempo che va da sei mesi a un anno, in relazione all’infrazione commessa), oppure pagando delle ammende con una cifra che varia da 50.000 a 500.000 Franchi.

 

 

http://www.legifrance.gouv.fr/

 

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AG00037_.gif (6684 bytes) Canada
 

   Lo scopo della politica canadese è di scoraggiare gli sportivi che pensano di dedicarsi al doping, e proteggere quelli che partecipano allo sport e rispettano i principi dello spirito sportivo.

   Il governo federale e l’Organizzazione Nazionale Direttori dello Sport (ONDS) sostengono questa politica, ed esiste una legge in materia di doping che delega alle federazioni, alle associazioni e alle organizzazioni sportive la punizione degli atleti, mediante la sospensione dall’attività sportiva.

  La legge prevede che le infrazioni siano distinte in:IN00532A.gif (1737 bytes)

infrazioni di doping: implicano l’uso di sostanze o di pratiche vietate contenute nella lista pubblicata dal CIO;
infrazioni connesse al doping: puniscono chi non è direttamente coinvolto ma collabora con l’atleta perché questo non venga scoperto.

   Questa suddivisione ricorda il Disegno di Legge italiano, ma, per quanto riguardaBS00044A.gif (2229 bytes) la posizione dell'atleta, egli è considerato responsabile e non vittima L'atleta colpevole viene sospeso per quattro anni dalla partecipazione allo sport e perde a vita l’aiuto finanziario accordato dal governo federale.

   Un atleta che sia stato sospeso dall'attività sportiva può chiedere di essere reintegrato prima della scadenza della sanzione, e in taluni casi questo permesso è accordato.

www.pch.gc.ca/Sportcanada/SC_F/drogue.htm

 

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