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La Costituzione italiana tutela il diritto alla salute di tutti i cittadini, ma nella leglislazione in vigore non esiste ancora una legge che vieti espressamente lassunzione di sostanze dopanti; per colmare questo vuoto il Governo ha presentato un Disegno di Legge (n. 6276) che regolamenta la materia e prevede pene severe (questo Disegno è stato approvato a luglio dal Senato, poi è passato all'approvazione della Commissione affari sociali della Camera, dove ancora giace. Per diventare legge deve passare anche al voto della Camera e ritornare al Senato per l'approvazione definitiva).
Nell'articolo 8 del Disegno di Legge vengono identificati i responsabili: il medico che prescrive i farmaci e il farmacista che li fornisce. Le pene per costoro sono carcerarie, e possono variare da tre mesi a tre anni, oppure possono consistere in una multa che va da 5 a 100 milioni. L'atleta, invece, è considerato vittima, anche se consenziente. Nel caso si rifiuti di sottoporsi a controlli, però, viene punito con sanzioni pecuniarie.
Ad un atleta è consentito luso di certe sostanze solo in presenza di condizioni patologiche, accertate e certificate dal medico sulla base di adeguate analisi cliniche che rispettino le condizioni del paziente. I trattamenti prescritti, e successivamente attuati con le modalità ed i dosaggi indicati, dovranno essere tenuti a disposizione delle farmacopee ufficiali e delle autorità competenti nel caso in cui venissero effettuati controlli. Latleta, finché dura leffetto della malattia e delleventuale farmaco, non può partecipare a competizioni sportive.
Letica sportiva richiede che tutti gli atleti debbano gareggiare a parità di condizioni rispettando un regolamento liberamente accettato. Ogni Federazione sportiva sarà tenuta ad adeguare il proprio regolamento alle disposizioni della legge.
E possibile che una sostanza vietata da una Federazione sia ritenuta utile dal medico per curare latleta ammalato, così come è possibile che sostanze e/o pratiche non considerate doping e quindi ammesse dai Comitati di controllo delle varie Federazioni, vengano giudicate inutili o parzialmete dannose dal medico curante.
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), le Federazioni, le associazioni sportive pubbliche e private, e le società ad esse affiliate sono tenute ad inserire nei propri regolamenti lobbligo per gli atleti di non assumere sostanze con lintento di migliorare le prestazioni agonistiche o di modificarne le condizioni biologiche dellorganismo.
Le norme vigenti stabiliscono che un atleta è tenuto a conoscere le sostanze il cui uso gli èproibito dalla Federazione alla quale è affiliato, perché lignoranza non è consentita e la buona fede non è necessariamente considerata attenuante.
Il Disegno di Legge presenta molti aspetti simili alla legislazione del CONI, perché è stato elaborato ispirandosi ad essa, nel regolamento del CONI, però, latleta dopato viene punito con la sospensione dallattività sportiva, che può variare da 1 a 6 mesi, ma può essere ridotta se latleta comunica alle autorità competenti il nome del medico che gli ha prescritto i farmaci e quello del farmacista che glieli ha procurati (art.12, comma 1-2).


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Francia | ||||
| A differenza
dellItalia, in Francia esiste una legge
che prevede delle pene per chi commette infrazioni di doping. Agli atleti che partecipano
alle competizioni sportive è vietato luso di È vietato ai medici di prescrivere, di cedere, di offrire, di somministrare, di applicare, di incitare o di facilitare luso di una o più sostanze o procedure considerate illecite salvo delle condizioni fisiche particolari.
http://www.legifrance.gouv.fr/
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Canada | ||||
| Lo scopo della politica canadese è di scoraggiare gli sportivi che pensano di dedicarsi al doping, e proteggere quelli che partecipano allo sport e rispettano i principi dello spirito sportivo. Il governo federale e lOrganizzazione Nazionale Direttori dello Sport (ONDS) sostengono questa politica, ed esiste una legge in materia di doping che delega alle federazioni, alle associazioni e alle organizzazioni sportive la punizione degli atleti, mediante la sospensione dallattività sportiva. La legge prevede che le infrazioni siano distinte in:
Questa suddivisione ricorda il Disegno di Legge italiano, ma, per quanto riguarda la posizione dell'atleta, egli è considerato responsabile e non vittima L'atleta colpevole viene
sospeso per quattro anni dalla
partecipazione allo sport e perde a vita
laiuto finanziario accordato dal governo federale.
Un atleta che sia stato sospeso dall'attività sportiva può chiedere di essere reintegrato prima della scadenza della sanzione, e in taluni casi questo permesso è accordato. |
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