Modelli atomici




Il filmato illustra l’evoluzione del modello atomico.

Dall’ipotesi atomista di Democrito e dalla teoria atomica di Dalton si passa, con la scoperta dell’elettrone, al modello atomico di Thomson.

Thomson

modello di Thomson

Egli ha immaginato che l’atomo fosse un corpuscolo compatto costituito da piccole particelle cariche negativamente, immerse in una pasta positiva.

Rutherford

Successivamente Rutherford, bombardando una sottile lastra d’oro con particelle α (particelle di carica positiva), verificò che gli atomi non sono corpuscoli “pieni”, ma piuttosto che la massa degli atomi è concentrata in un centro positivo (il nucleo dell’atomo), mentre gli elettroni, negativi, si trovano a grande distanza dal nucleo.

modello planetario di Rutherford

Rutherford ipotizzò che l’atomo fosse un sistema planetario in miniatura con gli elettroni che ruotano su orbite circolari a grande distanza dal nucleo contrastando la forza d’attrazione con una traiettoria circolare. Tuttavia questo modello contrasta con le leggi dell’elettromagnetismo, perché gli elettroni accelerati, perdono energia (in forma di luce) e cadrebbero in breve nel nucleo.

Bohr

Le osservazioni fatte sullo spettro di emissione dell’idrogeno permisero a Bohr di proporre un modello atomico, non molto dissimile da quello di Rutherford, ma che prevedeva che gli elettroni ruotassero su orbite “obbligate” con un contenuto di energia definito.

spettro di emissione dell'idrogeno

L’unico elettrone dell’idrogeno per essere stabile è obbligato ad occupare l’orbita a minor contenuto energetico possibile. Eccitandolo è possibile spostarlo su orbite superiori, ma poi esso torna sull’orbita stazionaria emettendo radiazioni (e quindi energia) della lunghezza d’onda corrispondente al salto energetico effettuato (nell’immagine qui sopra le bande discrete dello spettro di emissione dell’idrogeno; l’immagine inferiore mostra i livelli di energia e i salti di livello).

atomo di idrogeno

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